Ieri sera 1 ottobre 2007 sono stata a quella che alcune/i hanno, non senza qulche nota di commozione e altri con un pochino di sarcasmo definito l’ultima Unione Comunale dei Ds della mia città (FOLIGNO) ecco cosa ho capito io…l’itineriario che porterà alla elezione degli organismi dirigenti del Pd è destinato a durare un anno e si snoderà attraverso una complessa teoria di primarie e congressi.
Il primo appuntamento ci sarà dmenica 14 ottobre con l’elezione del segretario/i e della costituente/i nazionali e regionali.Voteranno tutti coloro che si presenteranno ai seggi, che avranno almeno 16 anni, che dichiareranno il loro interesse per il Pd e che pagheranno un euro (prima si prevedeva un contributo di 5 euro).
Si votano candidati segretarie/i appoggiati da liste, un po’ come per le elezioni comunali e provinciali. Il riferimento territoriale sono i collegi della Camera dei Deputati. I candidati nazionali sono sette (Veltroni, Bindi, Letta più quattro outsider) cui si collegano le diverse liste nazionali. Per Veltroni correranno tre liste: una espressa dalle burocrazie dei due partiti, una dalla società “civile” promossa dalla Melandri (ambiente, innovazione, lavoro) un’altra della sinistra di Brutti Massimo e Vincenzo Vita, con dietro Anna Finocchiaro, dove troveranno posto i diessini esclusi dalla lista principale. Il gioco è semplice: ottenere più posti possibili, sfruttando un presumibile consistente successo elettorale di Veltroni, un po’ come il partito fascista nelle elezioni del 1924, quando oltre la lista ufficiale presentò una seconda lista di appoggio per lucrare più deputati grazie al meccanismo elettorale.
Si eleggerà un’assemblea costituente di 2.400 membri. Due sono i caratteri che essa dovrà avere: un equilibrato rapporto tra i membri dei due partiti ed una rappresentanza femminile al 50% senza cui l’organismo nazionale (ma anche quelli regionali) non avrebbe legittimità. Per questo le liste saranno composte alternativamente da un candidato di una sesso seguito da uno dell’altro sesso e l’elezione non avverrà per preferenze esprese, ma secondo l’ordine di presentazione, come avviene oggi con il “porcellum” alle elezioni politiche nazionali (Calderoli ha fatto scuola!)
L’Umbria eleggerà quaranta costituenti nazionali (venti uomini e venti donne) eletti nei sette collegi elettorali della regione. Tenendo conto che le donne hanno oggi una presenza inferiore rispetto agli uomini negli organismi dirigenti dei due partiti, esse saranno nei fatti le più tutelate.
Per la Costituente regionale il gioco ha qualche variante in più. I membri da eleggere sono ottanta (40 iomini e 40 donne). I componenti degli attuali organismi dirigenti regionali dei due partiti sono circa quattrocento, si tratta di eliminarne circa trecentoventi. Più facile è la situazione per la Margherita che ha un organismo dirigente regionale di 80 membri. Dovrà farne fuori soltanto la metà. I Ds, invece, dovranno scegliere solo il quindici per cento degli attuali dirigenti. C’è di più, i candidati sono quattro: Bruscolotti che fa riferimento a Veltroni; Serena Innamorati, alla Bindi; Sandro Corsi a Letta; Chiacchieroni, una candidatura autonoma. Il 15 dicembre si faranno le primarie per i segretari provinciali, ma non è previsto nessun altro organismo dirigente e resteranno ancora in carica quelli di Ds e Margherita. Poi, il 15 febbraio 2008, ci saranno le assemblee congressuali di ratifica dello scioglimento dei due partiti, ma non è prevista l’elezione di comitati direttivi, di esecutivi o altro. Per questo bisognerà attendere il congresso di costituzione del nuovo partito, previsto per ottobre 2008.
Se ne deducono due cose: dal 14 ottobre di questo anno, e più ancora dopo febbraio 2008, il costituendo Pd sarà retto da Maria Pia Bruscolotti, da Wladimiro Boccali e dai due segretari provinciali. L’unico luogo di dibattito politico sarà la Costituente regionale. Usciranno dal gioco, almeno per quanto riguarda i Ds, alcune centinaia di dirigenti, ossia quello che rimaneva del corpo attivo dei Democratici di Sinistra, la camera di compensazione tra interessi e sensibilità diverse, tra amministratori e organizzatori. E’ una scelta non casuale, che non è frutto di improvvisazione o di insipienza, ma che è volta a destrutturare ciò che ancora esiste di organizzato, in linea con quanto dichiarato da Veltroni per il quale il Pd non deve essere un partito di militanti ma di cittadini, ossia elettori alle primarie che, una volta votato il leader e i suoi sodali, non disturbino i manovratori
9, Ottobre, 2007
Le regole del gioco
Posted by sibilla68 under Senza Categoria | Tag: costituente, ds, liste, margherita, pd, POLITICA, primarie |Leave a Comment